Sono sempre stata una grandissima fan di Hunger Games, fin dall’uscita del primo film. Negli anni ho aspettato con ansia ogni nuova uscita, sia letteraria che cinematografica, ma nessuna era tanto attesa come L’alba sulla mietitura. Suzanne Collins finalmente mi ha regalato il libro dedicato al mio personaggio preferito di tutta la saga (assieme a Finnick): Haymitch Abernathy. Ovviamente, dopo aver creato eventi e partecipato a review party per ogni libro precedente, non potevo esimermi dal leggere e recensire anche questo ultimo titolo della saga. Trovate il mio commento completo dopo la scheda del libro!

L’alba sulla mietitura
Suzanne Collins
In uscita il: 18/03/2025
€ 23,00
All’alba dei cinquantesimi Hunger Games, i distretti di Panem sono in preda al panico. Quest’anno, infatti, per l’Edizione della Memoria, verrà sottratto alle famiglie un numero doppio di tributi rispetto al solito. Intanto, nel Distretto 12, Haymitch Abernathy cerca di non pensarci troppo, l’unica cosa che gli interessa è arrivare vivo a fine giornata e stare con la ragazza che ama. Quando viene chiamato il suo nome, però, il ragazzo vede infrangersi tutti i suoi sogni.
Strappato alla sua famiglia e ai suoi affetti, viene portato a Capitol City con gli altri tre tributi del Distretto 12: una ragazza che per lui è quasi una sorella, un esperto in scommesse e la ragazza più presuntuosa della città. Non appena gli Hunger Games hanno inizio, Haymitch comprende che tutto è stato predisposto per farlo fallire. Eppure qualcosa in lui preme per combattere… e far sì che la lotta si estenda ben oltre l’arena.

Non sarò oggettiva. Mi dispiace ma quando si parla di Hunger Games non lo sono mai… O quasi! Mondadori ormai è la mia nemesi, la mia nemica giurata, abbiamo un conto in sospeso da anni ormai e si è inasprito da quando, l’anno scorso, hanno portato in Italia i danmei senza riservare loro alcuna cura. (Se volete saperne di più, trovate molti contenuti sparsi nel mio profilo IG oppure qui sul blog ho scritto una recensione del primo volume di Mo Dao Zu Shi) Ecco, nonostante questo odio che ci impedisce di coesistere nello stesso mondo, ho deciso di comprare e leggere Hunger Games da loro.
È letteralmente l’unica saga che avrebbe potuto convincermi a comprare di nuovo da loro. Perfino con Outlander, che chi mi conosce anche fuori dal mondo blogging sa essere una delle mie serie preferite, ho lasciato perdere da quando è entrata a far parte del catalogo Mondadori… Hunger Games però no. Mi spiace ma non riesco a dire no a questo mondo!
Questo quinto volume della saga, e secondo prequel, parla dei 50esimi Hunger Games, la seconda edizione della memoria che già è stata nominata nella trilogia originale per una sua particolarità: a partecipare a questi giochi, sono stati il doppio dei tributi. 48 giovani buttati nell’arena per il divertimento di Capitol. La 50esima edizione è anche quella che ha visto trionfare Haymitch Abernathy, iconico mentore del Distretto 12 che tutti abbiamo imparato ad amare nella trilogia originale.
Fin dall’uscita dei primi tre romanzi, ho sperato che, prima o poi, Suzanne Collins potesse farmi il regalo di scrivere un prequel su Haymitch. Averlo finalmente tra le mie mani è un’emozione unica!
Cercherò di tornare seria, almeno un pochino, per parlarvi di L’alba sulla mietitura. Il libro si apre mostrandoci la vita di Haymitch al giacimento. La sua famiglia, i suoi amici, la sua ragazza, il suo lavoro da contrabbandiere di alcool… Ritornare nel Distretto 12 e vedere questi piccoli sprazzi di vita normale prima della mietitura mi ha ricordato, in parte, l’apertura del primo Hunger Games, quando Katniss e Gale parlano prima di dirigersi verso il loro destino.
Ci sono molti momenti che mi hanno ricordato il primo volume della saga, non solo in questo frangente. L’aspetto dell’arena di gioco, il modo di comportarsi di Haymitch in molti momenti… Che la Collins volesse farci capire il perché dell’inizio burrascoso tra mentore e suo tributo nei 74esimi giochi? Perché veniamo a sapere che da piccola gli ricordava un’amica che ha perso tragicamente in questi giochi? Perché i due si somigliano molto e Haymitch non voleva che Katniss compiesse i suoi stessi errori?
In generale, tutto L’alba sulla mietitura è costellato di rimandi alla trilogia originale e al primo prequel, Ballata dell’usignolo e del serpente. Non so se considerarlo semplicemente un modo per legarlo maggiormente ai libri già usciti o un desiderio poco velato di inserire fan service ad ogni momento utile. Ammetto che all’inizio non è una cosa che ho visto di buon occhio ma più andavo avanti con la lettura e più proprio questi elementi di “fan service” mi hanno reso emotiva. D’altro canto, quando ti vengono nominati i genitori di Katniss, la spilla della ghiandaia imitatrice e la sua precedente proprietaria, Beetee, Wiress, Mags, Plutarch ed EFFIE! come si fa a restare indifferenti?
Lo ammetto! Ammetto la mia profonda debolezza: appena è entrata in scena Effie e ha interagito con Haymitch, ho iniziato a piangere singhiozzando. No, non perché la scena fosse particolarmente toccante ma perché ho sempre amato Effie e Haymitch insieme. Ho sempre voluto che loro due potessero diventare una coppia. Vederli insieme, da giovani, poter leggere del loro primo incontro, mi ha reso particolarmente emotiva!
Anche le interazioni tra Haymitch e il Presidente Snow mi hanno ricordato, anche se in scala ridotta, quelle tra Katniss e Snow. Certo che Snow non ce la fa proprio a non avere problemi coi tributi del Distretto 12!
Se la prima parte del libro mi ha un po’ rallentato nella lettura, la seconda parte (da quando entrano nell’arena) me la sono bevuta tutta d’un fiato. Non so se è il mio lato masochista che mi fa sempre appassionare ai capitoli degli Hunger Games o se semplicemente la curiosità di capire come andranno le cose mi rendono sempre particolarmente vorace. Fatto sta che sapevo come sarebbe andata a finire. Nessun’altra edizione ha visto più vincitori prima dell’edizione di Katniss e Peeta quindi era destino che tutti gli altri tributi morissero nell’arena.
Io ovviamente cosa ho fatto? Mi sono affezionata a tutti! I compagni di squadra di Haymitch: Maysilee, Wyatt, Louella/Lou Lou e tributi come Ampert, Wellie e le altre tortore mi hanno fatto sperare in un miracolo che portasse altri, e non solo Haymitch, a salvarsi. Purtroppo sappiamo che gli Hunger Games sono crudeli e quindi mi è toccato vederli cadere come birilli uno dopo l’altro.
Tra l’altro, è solo una mia impressione o questo libro è stato più crudele del solito in fatto di morti? Non è mai stata una serie che si risparmiasse le morti violente, rese ancora più dure da leggere visto che si tratta pur sempre di ragazzini, ma alcune di quelle che ho letto in questo volume mi hanno davvero fatto male. Forse perché mi sono particolarmente affezionata a molti di loro? Non lo so ma io ancora mi dispero per tre di loro in particolare e non so quando mi riprenderò.
La chiusura del libro, dopo i giochi, mi ha fatto anche più male. Vedere la spirale discendente di Haymitch che lo ha reso quel che è nella trilogia originale, vedere quanto è cambiato dopo i giochi, mi ha distrutto ancora di più e mi ha fatto provare ancora più affetto verso questo personaggio che già amavo moltissimo prima ancora di entrare nella sua testa e scoprire il suo tragico passato.
Per concludere, sicuramente L’alba sulla mietitura è un libro creato per i fan e per farli sclerare con dosi massicce di fan service ma questo è usato con grande attenzione, dando senso a tutto quello che viene inserito. Suzanne Collins è davvero brava a buttarci dentro un sacco di riferimenti senza renderli nonsense! Di questo bisogna darle atto! Ora posso sperare in un libro su Finnick? Posso? Beh, nel frattempo aspetto il film tratto da questo libro! Temo diventerà una droga come quello sul presidente Snow (e come la tetralogia originale)!
Oh Haymitch, Haymitch! Perché sei tu, Haymitch? Giura solo di essere il mio amore, e io sarò per sempre tua! (semicit.)


Come già detto a inizio articolo, non sono nuova a contenuti su Hunger Games. Vi lascio di seguito tutti i contenuti che potete trovare qui sul blog.
