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Hunger Games Letterari – Distretto 8

“Felici Hunger Games e possa la fortuna essere sempre a vostro favore!”

Eccoci di nuovo con gli Hunger Games Letterari!
Dopo un primo post d’introduzione (lo potete trovare qui), è arrivato il momento di presentare ufficialmente i tributi del mio distretto, il Distretto 8, abbinato ai classici.

Devo ammetterlo! Speravo di avere per me i classici o i fantasy, quindi sono felicissima di ciò che mi ha riservato la sorte!

Hunger Games Letterari - Distretto 8

Ecco quindi i miei tributi. Sono due nomi davvero importanti della categoria. Per gli uomini ho niente di meno che William Shakespeare, il bardo, il poeta dell’amore! Ogni cosa, raccontata da lui, diventa più bella!

Per le donne ho una grande scrittrice del ‘900. Marguerite Yourcenar è un grande nome del secolo scorso e Memorie di Adriano è un romanzo che tutti dovremmo leggere almeno una volta nella vita.

Per questi Hunger Games Letterari ho scelto di schierare appunto Memorie di Adriano per Marguerite Yourcenar e Sogno di una notte di mezza estate per William Shakespeare.

Scopriamo insieme questi classici della letteratura e del teatro e anche qualcosa di più su questi autori.

William Shakespeare

Hunger Games Letterari - Distretto 8 - William Shakespeare

William Shakespeare nacque a Stratford-upon-Avon il 23 aprile del 1564. I primi studi li compì alla locale grammar school dove apprese il latino, i rudimenti del greco e la matematica. Le difficoltà economiche della famiglia lo costrinsero presto ad affiancare il padre, commerciante di pellami, nella sua attività.

A 18 anni sposò Anne Hathaway, di otto anni più anziana, che gli diede presto una figlia, Susan (1583). Nel 1585 nacquero due gemelli, Judith e Hamnet (il secondo morto nel 1596).

Le fonti indicano che nel 1592 William Shakespeare era a Londra e qui risultava già attore affermato e assiduo scrittore di teatro. Fanno parte di questo periodo (1592-1594) alcune tragedie storiche d’ambientazione romana (Tito Andronico) e inglese (Enrico VI e Riccardo III); le commedie “eufuistiche”, tra le quali: La bisbetica domata e La commedia degli equivoci; il celebre dramma “lirico” Romeo e Giulietta.

Nel 1592 un’epidemia di peste scoppiata a Londra costrinse le autorità a chiudere i teatri per quasi due anni. Shakespeare ne approfittò per dedicarsi anche alla poesia. Di questa produzione fanno parte, oltre ad alcuni poemi narrativi di materia classica, 154 Sonetti pubblicati nel 1609.

Nel 1594 riaprirono i teatri e William Shakespeare si unì alla compagnia teatrale The Chamberlain’s Men  (“Compagnia del Lord Ciambellano”, cioè Henry Carey Lord Hudson, la cui famiglia di notabili londinesi ne assicurò il patronato dal 1594 fino al 1603).
A questo periodo risalgono le commedie “romanzesche”, come Sogno di una notte di mezz’estate e Il mercante di Venezia. In esse si preannuncia il distacco dal genere comico in senso stretto e l’approdo al genere ibrido della “tragicommedia”.
Un pessimismo di fondo, riconducibile ai difficili anni della successione ad Elisabetta I (1601-1603), penetra nei “drammi dialettici”, tra cui Amleto.

Nel 1603 la compagnia dei Lord Chamberlain’s Men passa sotto la tutela del nuovo re Giacomo I, prendendo il nome di The King’s Men (“Gli uomini del re”). Tra il 1604 e il 1606, William Shakespeare compone tragedie come Otello, Re Lear, Macbeth. Nel 1608 divenne comproprietario del teatro Blackfriars, raggiungendo insieme successo e ricchezza.

Si apre l’ultima fase della produzione shakesperiana, segnata dall’approdo definitivo al “dramma romanzesco“, nel quale confluiscono elementi tragici e comici. In queste ultime opere, tra cui La tempesta (1611) e il dramma storico Enrico VIII (1613), appare sensibilmente mutata la visione della vita, segnata ora da un atteggiamento più equilibrato, fiducioso nella possibilità dell’uomo di accettare serenamente una realtà per molti versi incomprensibile.

Nel 1613 William Shakespeare acquistò una proprietà immobiliare a Stratford, dove si era ritirato nel 1610, senza interrompere però la collaborazione con la sua compagnia. Il 23 aprile 1616, a cinquantadue anni, William Shakespeare morì. Fu sepolto nella chiesa della sua città natale.

Sulla sua lapide si legge: «Buon amico, per amor di Cristo, non cavar fuori la polvere qui racchiusa! Benedetto chi rispetta queste pietre e maledetto colui che rimuove le mie ossa».

Sogno di una notte di mezza estate

Distretto 8 - Sogno di una notte di mezza estate

Commedia fantastica, “Sogno di una notte di mezz’estate” fonde con un’immaginazione sovranamente libera mitologia greca, leggende cavalleresche e folclore celtico, in una vicenda fatta di filtri d’amore, suggestioni della filosofia neoplatonica e farsesche rappresentazioni teatrali. Scritto negli ultimi anni del XVI secolo, questo insolito e fiabesco dramma intreccia le vicende delle nozze di Teseo, duca d’Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni, con quelle di due coppie di innamorati che si perdono e si inseguono in un bosco-labirinto popolato di fate e folletti. In quel luogo, in quella notte, il mondo dei mortali entra in contatto con quello degli spiriti e le due dimensioni finiscono per rispecchiarsi l’una nell’altra, confondendosi, in un’esaltazione del potere dell’immaginazione e della teatralità della vita nella quale è impossibile capire cosa sia sogno e cosa realtà. E se non sia il sogno la vera realtà.

Sogno di una notte di mezza estate è una delle opere di William Shakespeare che più amo assieme al celeberrimo Romeo e Giulietta. Un’opera che porta sulla scena personaggi memorabili come il folletto Puck. Io ho conosciuto questa storia con il film adattamento del 1999 con, tra gli interpreti, Kevin Kline, Rupert Everett, Michelle Pfeiffer, Sophie Marceau e, a interpretare il mio adorato Puck, un giovane Stanley Tucci.

Marguerite Yourcenar

Hunger Games Letterari - Distretto 8 - Marguerite Yourcenar

Marguerite Yourcenar, pseudonimo di Marguerite de Crayencour, nata a Bruxelles nel 1903, fu una scrittrice francese, autrice di romanzi, poesie e testi teatrali. Nel 1947 prese la cittadinanza statunitense, ma continuò a scrivere in francese.

Il suo primo volume di poesie, Le Jardin des chimères (1921), già annunciava il tema ricorrente nella sua opera: la rivisitazione in chiave moderna della storia e della mitologia. Seguì nel 1922 la seconda raccolta di poesie, Les Dieux ne sont pas morts. Il primo romanzo, Alexis o il trattato della lotta vana (1929), narra con sottile capacità d’analisi i turbamenti di un giovane che cerca di dedicarsi totalmente alla propria vocazione artistica ma incontra l’opposizione della famiglia. Un viaggio in Italia le ispirò il romanzo La moneta del sogno (1934), centrato sul contrasto fra sogno e realtà.

Nel 1934 la Yourcenar conobbe la statunitense Grace Frick, che divenne la sua compagna. Nel 1939, allo scoppio della seconda guerra mondiale, si trasferì negli Stati Uniti dove insegnò letteratura comparata. Tradusse in francese Le onde di Virginia Woolf (1937) e Quello che sapeva Maisie di Henry James (1947).

La sua opera più famosa, accolta con grande favore dalla critica, è Memorie di Adriano (1951), romanzo in forma di lunga epistola autobiografica dell’imperatore Adriano al nipote e futuro imperatore Marco Aurelio. Un altro romanzo storico è L’opera al nero (1968), sullo sfondo dell’Europa del Cinquecento, che le valse il Prix Fémina (1968). La Yourcenar scrisse anche testi teatrali (raccolti in due volumi nel 1971), opere autobiografiche e saggi, fra i quali Mishima o la visione del vuoto (1981); concesse una serie di interviste sulla propria vita e il proprio lavoro, che furono successivamente pubblicate in volumi (fra questi Ad occhi aperti, 1980). Postumi apparvero il romanzo Quoi? L’éternité (1988), dove l’autrice rievoca la sua infanzia, e il volume di saggi Pellegrina e straniera (1989).

L’opera della Yourcenar, impregnata di cultura storica e umanistica, dispiega una vasta gamma di modi stilistici a seconda dei temi trattati e attesta lo sforzo tenace e costante di capire fino in fondo le ragioni dell’agire umano. Nel 1980 la Yourcenar fu la prima donna a essere eletta all’Académie Française, e nel 1986 le furono conferiti altri due prestigiosi riconoscimenti: la Legion d’onore e l’American Arts Club Medal of Honor for Literature. Muore a Mount Desert nel Maine nel 1987.

Memorie di Adriano

Distretto 8 - Memorie di Adriano

Giudicando la propria vita di uomo e l’opera politica, Adriano non ignora che Roma finirà un giorno per tramontare; e tuttavia il suo senso dell’umano, eredità che gli proviene dai Greci, lo sprona a pensare e servire sino alla fine. “Mi sentivo responsabile della bellezza del mondo” afferma, personaggio che porta su di sé i problemi degli uomini di ogni tempo, alla ricerca di un accordo tra la felicità e il metodo, fra l’intelligenza e la volontà. I “Taccuini di appunti” dell’autrice (annotazioni di studio, lampi di autobiografia, ricordi, vicissitudini della scrittura) perfezionano la conoscenza di un’opera che fu pensata, composta, smarrita, corretta per quasi un trentennio.

Un romanzo epistolare che spesso viene accantonato da molti che merita almeno una lettura nella vita. Lo lessi ormai parecchi anni fa, ero ancora una studentessa delle superiori, e mi affascinò moltissimo. Credo sia arrivato il momento di rileggerlo per scoprire dettagli che mi sono sfuggiti quando forse ero troppo giovane per approcciarmi a un’opera simile.

Eccoci quindi alla fine della presentazione dei miei tributi per questi Hunger Games Letterari. Che dire? Sono due nomi importantissimi della storia della letteratura e hanno un certo peso specifico.

Siete pronti a tifare per loro nella grande arena?

 

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