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TOP 5 – Peggiori libri del 2019

DISCLAIMER: Alcuni dei libri e dei materiali mi sono stati forniti col consenso dell’autore e dalla casa editrice per fini promozionali e recensionistici

Buongiorno, Collezionisti!
Dopo la classifica dei migliori libri del 2019, è arrivato il momento di vedere quali sono i libri peggiori dell’anno appena passato. Come per il precedente articolo, i titoli proposti non saranno in ordine di preferenza ma cronologico di lettura. Ovviamente in classifica non rientrano le riletture, non sono così masochista da rileggere qualcosa che non ho apprezzato!

Quest’anno è stato difficile trovare cinque titoli che non mi fossero piaciuti infatti, più che libri brutti (in questa Top 5 solo 2 possono essere considerati tali), si tratta di libri che non sono riusciti a conquistarmi totalmente e che quindi sono state delle grandi delusioni.

Prima di cominciare, mi vedo obbligata a scrivere questo Disclaimer, giusto per evitare fraintendimenti…

I titoli inseriti in questa classifica non sono piaciuti a me ma questo non vuol dire che non possano piacere a voi. Detto questo, non prendetevela sul personale se in questo post troverete un vostro libro o uno dei vostri libri preferiti. 

Peggiori libri del 2019: Love Story

1. Love Story di Erich Segal

Conoscevo la storia grazie al film del 1970 ma ho letto il libro nel 2019 proprio in previsione dell’uscita del seguito in una nuova veste grafica per Sperling & Kupfer.

Probabilmente è il mio essere un’adolescente degli anni 2000 e un’adulta di questi giorni ma ho trovato la storia piatta, i protagonisti poco capaci di far immedesimare i lettori e questo ha sicuramente influito sul giudizio finale.

La protagonista della storia è un po’ come tante di quel periodo, incontrate in altri film e libri di quegli anni e purtroppo non riesco proprio a farmi piacere quel genere di personaggio.

Nel complesso non è un brutto libro ma è invecchiato male e la sua età la si sente tutta, con o senza veste grafica moderna. Il mio voto è stato di 3 su 5.

Peggiori libri del 2019: Another Love

2. Another Love di Erich Segal

Come anticipato, ho letto questo libro per l’uscita della nuova edizione edita da Sperling & Kupfer.

Anche in questo caso, non mi sono trovata davanti a un libro brutto, assolutamente, ma il ritmo e la storia sono invecchiati male, non risultano più attuali e quindi difficilmente riescono a coinvolgere i nuovi lettori che quegli anni non li hanno vissuti.

Personalmente mi sento di consigliare questa serie a chi gli anni ’60/’70 li ha vissuti e se li ricorda.

Questo secondo episodio l’ho trovato meno noioso, forse proprio perché c’è stato un cambio di personaggio femminile, ma nonostante tutto non me la sono sentita di dare più della sufficienza. Anche questo libro ha ricevuto un voto di 3 su 5.

Potete leggere la recensione di questo libro qui!

Peggiori libri del 2019 - Ink

3. Ink
di Alice Broadway

Ad aprile ho provato a recuperare questo distopico che avevo visto a lungo in libreria. La copertina è un piccolo capolavoro, non si può dire altro, ma il libro non si giudica dalla copertina e posso dire, senza alcun senso di colpa, che il contenuto non merita di avere qualcosa di tanto bello a rappresentarlo.

Per prima cosa, la distopia, all’interno di questo romanzo, NON ESISTE. Sì, viene fatto cenno a questa società totalitaristica che obbliga a mostrare sul proprio corpo la propria vita nella sua interezza ma, alla fine della fiera, non è così.

Insomma, è il classico libro tutto fumo e niente arrosto.

Dal canto mio ho dato 1 a questo romanzo ma forse avrei dovuto evitare di dare un giudizio numerico, visto che ho deciso di abbandonarlo per non torturarmi ulteriormente. Sono arrivata appena al 60% prima di gettare la spugna.

Se vi interessa, questo video della rubrica di #LibrodiMelma di Ilenia Zodiaco racchiude molto del mio pensiero.

I Discendenti delle Arti Terrene - Ester Kokunja

4. I Discendenti delle Arti Terrene di Ester Kokunja

Mi spiace sempre mettere dei libri self in questa classifica ma purtroppo non posso fare diversamente. Ho letto questo romanzo per un Review Party da cui mi sono tolta proprio a causa del voto estremamente negativo.

La recensione arriverà comunque in questi giorni. Credo di aver dato abbastanza tempo per la promozione e credo di poterne parlare liberamente.

In ogni caso trovo che questo romanzo sia più un racconto o un lungo preludio di ciò che verrà. Avrei preferito, vista la lunghezza esigua, che avesse magari messo insieme anche l’ipotetico secondo volume della serie per creare un minimo di interesse in più.

In più, oltre alla trama che non prosegue particolarmente, ci sono problemi a livello di lessico e di contenuti. Molte delle cose che ritroviamo in questa storia mi hanno ricordato altre serie fantasy più celebri e non ho apprezzato.

Il voto è di 1,5 su 5 e vi ricordo che troverete la recensione completa qui sul blog a breve.

Favola di Natale a New York - Sarah Morgan

5. Favola di Natale a New York di Sarah Morgan

Arrivata sotto Natale sentivo il bisogno di leggere qualcosa legato a quel periodo dell’anno. Ho riletto alcuni dei miei classici natalizi preferiti e poi, come sempre, ho dato una possibilità a qualcosa di mai letto.

Siccome è stato un Natale carico di impegni e di viaggi, ho pensato che un racconto o comunque un romanzo breve sarebbe stato perfetto.

Di per sé questo racconto non è terribile ma sa di visto e rivisto. Avrei preferito trovare qualcosa che non fosse la solita banalità, di cui è facile capire la fine dopo pochissime pagine. In generale mi ha deluso proprio per questo aspetto ma non ero partita con grandi aspettative quindi va bene così.

Ho comunque dato la sufficienza a questo racconto che si porta a casa un voto di 3 su 5.

Il Priorato dell'Albero delle Arance
- Samantha Shannon

MENZIONE D’ONORE:
Il Priorato dell’Albero delle Arance
di Samantha Shannon.

So che con questa menzione mi sono appena giocata tutti i lettori che ho ma purtroppo devo inserirlo in questa classifica.

Tutti hanno amato questo libro, ne ho sentito parlare solo bene e ho visto solo commenti entusiasti. Sembra che solo io abbia trovato dei difetti a questa storia e me ne dispiaccio ma tentiamo di fare chiarezza.

Partiamo col dire che la mia recensione È STATA POSITIVA. Ho infatti dato un voto di 3,5 su 5.

Il problema sta tutto nel fatto che non ho apprezzato tutta la prima parte del romanzo. L’ho trovata lenta, noiosa, difficile da seguire. Per quanto la seconda parte sia stata sicuramente migliore, non è bastata a risollevare le sorti di un romanzo che mi stava portando quasi ad abbandonarne la lettura. Come detto nella mia recensione (che trovate interamente qui) mi considero una lettrice forte e per questo motivo sono riuscita a portare a termine la lettura ma cosa avrebbe fatto un lettore meno deciso di me? Qualcuno che magari dopo cento pagine senza azione decide di abbandonare?

La storia è molto bella, i personaggi pure ma ha questo enorme neo che purtroppo mi ha fatto risultare Il Priorato dell’Albero delle Arance la più cocente delle delusioni di questo 2019 appena concluso.

Questi sono i miei romanzi peggiori del 2019. Ripeto. Questo è un mio parere personale e spero che nessuno se la sia presa per quel che ho scritto in questo post. Rimango aperta a confronti EDUCATI e PACATI.

Quali sono state le vostre letture peggiori dello scorso anno? Fatemelo sapere qui sotto con un commentino!

Prima di salutarvi vi ricordo che quest’anno, insieme a Paper Purrr, Books to Read e Sogno tra i libri, ho organizzato una Reading Challenge per il 2020 che potete qui a destra, fra i widget, o a questo link. Il primo appuntamento è su Instagram l’1 Febbraio!

 

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