Crea sito

Il priorato dell’albero delle arance

DISCLAIMER: Il libro e tutto il materiale mi è stato fornito col consenso della casa editrice per fini recensionistici.

Il 2019 è stato l’anno dell’attesa dell’uscita de Il priorato dell’albero delle arance di Samantha Shannon. Fin dalla sua uscita all’estero, la voce si è sparsa e l’hype è cresciuto a dismisura. Cosa ne penso? Lo scoprirete dopo la scheda del libro!

Il priorato dell'albero delle arance - Copertina

Il priorato dell’albero delle arance

Samantha Shannon

In uscita il: 30/11/2019

€ 26,00

La casata di Berethnet ha regnato sul Reginato di Inys per mille anni. Ora però sembra destinata a estinguersi: la regina Sabran Nona non si è ancora sposata, ma per proteggere il reame dovrà dare alla luce una figlia, un’erede. I tempi sono difficili, gli assassini si nascondono nell’ombra e i tagliagole inviati a ucciderla da misteriosi nemici si fanno sempre più vicini.

A vegliare segretamente su Sabran c’è però Ead Duryan: non appartiene all’ambiente della corte e, anche se è stata istruita per diventare una perfetta dama di compagnia, è in realtà l’adepta di una società segreta e, grazie ai suoi incantesimi, protegge la sovrana. Ma la magia è ufficialmente proibita a Inys. Al di là dell’Abisso, in Oriente, Tané studia per diventare cavaliere di draghi sin da quando era bambina. Ma ora si trova a dover compiere una scelta che potrebbe cambiare per sempre la sua vita. In tutto ciò, mentre Oriente e Occidente, da tempo divisi, si ostinano a rifiutare un negoziato, le forze del caos si risvegliano dal loro lungo sonno.

COMPRALO SU:  

Il priorato dell'albero delle arance - Separatore

Credo che tutti sappiamo almeno in parte di cosa sia Il priorato dell’albero delle arance, un libro femminile e femminista, dove le vere protagoniste solo le donne, ritratte come forti, indipendenti, coraggiose, risolute ma anche fragili ma col coraggio di andare avanti e di continuare per la propria strada. Da grande femminista (di quelle sane, non le nazifemministe che purtroppo imperversano in questo periodo storico) non posso che apprezzare questa scelta della Shannon.

Purtroppo però, escludendo i personaggi, e le loro qualità, la storia non mi ha appassionato come avrei voluto. Ma andiamo per ordine. Per prima cosa voglio parlarvi di ciò che ho trovato positivo:

Personaggi a tutto tondo

I personaggi sono scritti e descritti con grande maestria. Samantha Shannon riesce a rendere perfettamente credili le pedine della sua scacchiera. Il background così come il presente narrativo sono sempre ben delineati e soprattutto verosimili e credibili se confrontati col mondo creato.

Ead:

Ead è il personaggio che fin da subito è riuscito ad attirare la mia attenzione. La conosciamo come ancella della regina Sabran Nona, regnante del regno di Inys a Occidente. È una straniera, non nobile, e convertita alla religione del Santo. È tutto ciò di cui diffidare per il regno fortemente gerarchico e legato alle tradizioni in cui la troviamo collocata. Nonostante tutto, riuscirà a farsi apprezzare e a diventare degna della fiducia della regina.

Ma Ead nasconde anche un segreto che le costerebbe la vita se scoperto: fa parte di un antica civiltà, devota alla Madre, volta a proteggere il mondo dal Senza Nome. Ead, fin dalla sua prima apparizione, dimostra di essere diversa dalle altre dame che compongono l’alta servitù di Sabran.

La sua evoluzione mi è piaciuta molto. Ead, nonostante sia stata allontanata da ragazzina dal suo luogo di origine per servire e proteggere Sabran, riesce sempre a seguire i dettami della sua religione e a seguire il percorso più giusto, prendendo quasi sempre la decisione giusta. Spesso questi personaggi mi infastidiscono perché troppo perfetti ma Ead ha in sé dei dubbi, delle fragilità che mi hanno portata comunque ad apprezzarla e a non vederla per forza come una super donna o per lo meno non in senso negativo.

Tané:

Tané è uno dei personaggi che ci permette di conoscere meglio l’Oriente. Viene dal regno di Seiiki, luogo in cui gli abitanti venerano i draghi e si addestrano per diventare guerrieri degni di cavalcarli e lottare con loro. Tané, all’inizio della storia, è proprio una di questi apprendisti. Un incontro inaspettato sulla spiaggia la porterà a seguire un destino molto diverso da quello che si era prefissata.

È l’altra protagonista della storia assieme a Ead ma devo ammettere che, nonostante sia un personaggio interessante, mi ha appassionato meno. Seguivo le sue vicende aspettando di vedere se sarebbe capitato qualcosa di interessante nella sua storyline.

Sabran:

Sabran Nona, regina di Inys e discendente diretta del Santo è uno dei personaggi più interessanti del romanzo. All’inizio ci viene mostrata come una regnante ferrea e intransigente che però pian piano mette a nudo le sue debolezze. Man mano che conosceremo il personaggio, scopriremo cose su di lei che porteranno il lettore a volerle bene.

Sabran, come discendente del Santo, secondo la religione delle sue terre, è l’unica che può evitare la rinascita del Senza Nome. Finché la progenie del Santo camminerà sulla terra, il male non potrà risvegliarsi e portare altra distruzione. Proprio per questo motivo, tutti nel regno la trattano come una dea. Chi oserà mettere in dubbio la sua posizione e di destituirla verrà punito.

Nonostante questa descrizione così potente del suo potere e della sua rettitudine, della sua potenza politica, Sabran nasconde in sé delle grandi debolezze da cui però non si farà abbattere. Durante la storia vivrà diversi momenti di difficoltà ma non si lascerà mai abbattere completamente.

Loth:

Lord Arteloth Beck è forse l’unico personaggio maschile, assieme al suo amico e compagno di avventure Kitston Glade, a essermi piaciuto. È un cavaliere di nobili origini, molto vicino sia a Sabran che a Ead. Fin da subito veniamo a conoscenza della sua rettitudine e della sua bontà. È un uomo che non si è lasciato corrompere dagli intrighi di corte e per questo, e per delle voci che gireranno su di lui e sulla regina, verrà esiliato nel luogo più pericoloso del mondo.

Nonostante le sue innumerevoli disavventure, non si lascerà mai scoraggiare e continuerà a combattere per il bene.

Niclays Roos:

Presentatoci come esule occidentale nel profondo Oriente, Niclays è sicuramente il personaggio più negativo dell’intera storia. Cerusico e alchimista, esiliato da Sabran dopo aver disatteso le sue aspettative, Niclays si dimostrerà un personaggio pavido ed egoista, sempre pronto a vedere solamente il proprio tornaconto.

Credo sia stato il personaggio che più mi ha infastidito durante tutta la lettura. Purtroppo ci sono molti POV suoi.

Altri personaggi:

Durante la lettura ho notato che molti personaggi maschili vengono delineati con caratteri e comportamenti molto negativi mentre le donne, a parte qualche eccezione, sono rappresentate positivamente. Immagino sia un tentativo dell’autrice di rendere Il priorato dell’albero delle arance dai forti connotati femministi, scadendo un po’ in alcuni cliché che comunque non infastidiscono tanto come in altri romanzi.

World Building

Bisogna fare un plauso a Samantha Shannon per come è riuscita a costruire un mondo così articolato, con culture totalmente differenti a seconda della regione geografica. È riuscita a unire diverse ispirazioni storiche rielaborandole in chiave fantasy senza però far risultare il tutto troppo macchinoso o finto.

L’unica pecca è che un mondo tanto complesso ha portato a interminabili spiegazioni che hanno reso buona parte del libro una lunga lista di spiegazioni di tradizioni, alberi genealogici e descrizioni delle ambientazioni che hanno portato a un rallentamento eccessivo della trama.

Plot

L’idea di fondo l’ho trovata molto azzeccata, tipica dei fantasy che tanto piacciono agli amanti del genere ma ho anche riscontrato delle difficoltà nella realizzazione poi di tutto il romanzo nella sua complessità.

Non fraintendetemi, ogni elemento, ogni particolare che ci viene dato è studiato nei minimi dettagli affinché si incastri con tutti gli altri nella maniera più giusta. Il problema sta tutto nella lentezza eccessiva con cui tutto ci viene dato.

Stile di scrittura

Purtroppo è qui che trovo la nota più dolente del romanzo. Samantha Shannon scrive con grande maestria. Nulla viene lasciato al caso e tutto è studiato nei minimi particolari ma purtroppo tutta la narrazione risulta eccessivamente lenta per tutta la prima parte del romanzo. Questa lentezza mi ha portato ad avere grandissime difficoltà nel continuare la lettura.

Più volte mi sono ritrovata a dover interrompere per non rischiare di cedere troppo alla noia, spesso ho pensato di saltare delle parti. Tutto perché per la prima parte del romanzo (circa 400 pagine), non si riesce a trovare un punto di svolta che faccia davvero iniziare la storia. Durante la prima metà mi sembrava di leggere infinite descrizioni inutili sulla società di Inys, di Seiiki ma anche descrizioni fisiche o di abiti che avrebbero potuto benissimo non esserci.

In queste 400 pagine di pura lentezza, c’è stato solo una scena che davvero mi ha lasciato col fiato sospeso, curiosa di sapere cosa sarebbe successo. Mi considero una lettrice forte, che apprezza i fantasy molto lunghi. Fra gli ultimi letti, che non mi hanno assolutamente creato di questi problemi, ci sono l’intera saga de Le cronache del Ghiaccio e del Fuoco e la saga di Elric (di cui potete trovare la recensione qui). Non mi faccio spaventare da dei mattoncini ma Il priorato dell’albero delle arance mi è risultato davvero ostico da portare a termine.

Per fortuna da poco dopo la metà in poi, il ritmo cambia notevolmente e la storia si riprende. Questo però non mi permette di salvare in toto questo romanzo. Trovo ingiusto che l’autrice chieda a un lettore di sorbirsi 400 pagine di elenchi di informazioni per poi condensare tutta l’azione nella seconda parte. Avrei veramente preferito maggiore equilibrio fra le due parti.

Proprio per questo motivo non me la sento di dare un voto alto a questa storia. Nonostante ci veda molte cose positive, posso dargli solamente la sufficienza.

Un romanzo femminista, con personaggi femminili forti e indipendenti ma debole nella narrazione. Un’occasione mancata. 

VOTO: 3,5/5

Il priorato dell'albero delle arance - Separatore

Prima di lasciarci, vi invito ad andare a recuperare le recensioni dei miei colleghi!

Calendario Review Party

Sempre nello stesso evento è stato organizzato un Blog Tour e qui potete trovare tutte le tappe a tema!

Calendario Blog Tour
 

Una risposta a “Il priorato dell’albero delle arance”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.