Passione – Orgoglio e Pregiudizio

Benvenuti in questa nuova rubrica!
In Passione, vorrei parlarvi dei miei romanzi preferiti, con riferimento anche a qualche trasposizione audio visiva, e del perché sono riusciti ad entrare nel mio cuore!

Oggi vorrei iniziare con il mio preferito in assoluto, quello che rileggo ogni volta che mi sento giù ed ho bisogno di ritrovare il sapore di casa che solo questo titolo riesce a darmi:

Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen.

So di avervelo già nominato decine di volte in vari Book Tag ma in questo primo appuntamento vorrei spiegarvi perché per me è così importante.

Partiamo col dire che l’ho letto la prima volta a circa tredici anni. È stato uno dei primi classici a cui mi sono approcciata volontariamente e non per via della scuola.

Lo scelsi in biblioteca dopo aver letto Cime Tempestose, dopo aver chiesto alla bibliotecaria che altri libri simili avrei potuto leggere, e lei mi consigliò di provare con Jane Austen.

Da quel momento, in me è scattato qualcosa che mi ha portato a collezionare ogni edizione possibile di questo romanzo e tutto ciò ad esso collegato. Ho libri, audiolibri, cd, dvd, action figures, francobolli, illustrazioni, borse e maglie… Ormai mi sento molto come la protagonista di Austenland!

“È una verità universalmente riconosciuta, che uno scapolo in possesso di un’ampia fortuna debba avere bisogno di una moglie.“

Passione - Orgoglio e PregiudizioCosì inizia Orgoglio e Pregiudizio. Credo sia uno degli incipit più famosi della storia. Tutti, almeno una volta nella vita, l’hanno sentito o l’hanno letto da qualche parte.

La storia è quella di Elizabeth Bennet e delle sue quattro sorelle. Siamo nell’Inghilterra di inizio XIX secolo. Le sorelle Bennet vivono coi genitori a Longbourn, una piccola tenuta nell’Hertfordshire e l’obbiettivo primario della signora Bennet, è quello di far sposare una delle sue figlie ad un buon partito che possa ereditare la tenuta ed assicurare un futuro a tutta la famiglia. La tenuta infatti non può essere ereditata da una donna ma, alla morte del signor Bennet, passerà automaticamente all’erede maschio più vicino.

La vicenda inizia quindi quando un facoltoso scapolo, Mr. Bingley, si trasferisce a Netherfield Park, una tenuta a poche miglia di distanza da quella dei Bennet.

Questo il “la” che da inizio a tutta la vicenda, scandita da incontri, balli in società, serate e passeggiate sui sentieri della campagna inglese.

Ad uno sguardo poco attento, sembrerà sicuramente il classico romanzo rosa basato solamente sulla storia d’amore, sul corteggiamento e poco altro. La storia di Darcy ed Elizabeth e del loro amore.

In realtà, ciò che l’autrice vuol far trasparire dalle sue pagine non è assolutamente solo il lato romantico. Non si tratta solo di vedere come Jane e Bingley si innamorano e nemmeno di come Darcy ed Elizabeth fanno lo stesso.

Quello che Jane Austen fa, è deridere la società della sua epoca, i pregiudizi, le distinzioni in classi sociali, che raramente potevano essere accantonate senza alcuna conseguenza. Ironizza sulla superficialità della vita delle donne di buona famiglia e di come alcune virtù, spesso inutili, venivano considerate imprescindibili per essere buone pretendenti al cuore di un gentiluomo.

Ogni pagina è piena di riferimenti a questa società che la Austen non apprezzava. La signora Bennet, in primis, è lo specchio di essa. Lei che vuole a tutti i costi lanciare le figlie fra le braccia del primo capitato pur di assicurare loro un futuro di stabilità economica, anche contro la loro volontà. Basti vedere come si svolge tutta la sottotrama del corteggiamento di Collins ad Elizabeth. Lei probabilmente sa che Collins è grottesco, un uomo che nessuno augurerebbe nemmeno ai peggior nemici, ma lei spinge Elizabeth ad accettarlo proprio per la sua posizione sociale. Essere sotto la guida di Lady Catherine de Bourgh ed essere l’erede di Longbourn lo rende automaticamente appetibile, anche se a livello umano non è assolutamente una persona piacevole.

Stessa cosa capita con la figlia più giovane, Lydia, scappata di casa e poi legatasi a Wickham con un matrimonio riparatore. Appena la figlia si assicura un futuro con un ufficiale, la madre dimentica tutto ciò che di scorretto è stato fatto prima, troppo concentrata sul fatto che la più giovane delle sue figlie, ed anche la sua preferita fra le cinque, si sia sposata.

Nonostante la critica della Austen, quello che mi affascina di più di questo libro, è l’atmosfera che si respira. Perché sì, le donne non erano ancora emancipate, la società era maschilista e raramente ci si sposava per amore ma l’autrice riesce comunque a rendere affascinante quella stessa società che critica. I balli, i discorsi cortesi, le serate assieme agli altri componenti della società riescono a far sognare il lettore, che immagina di essere lì con loro e di vivere quei momenti.

Sicuramente è merito anche dei personaggi.

Elizabeth, così moderna, indipendente, emancipata. Tutte noi, durante la lettura, abbiamo trovato un’amica, qualcuno con cui immedesimarci. Abbiamo tifato per lei, sofferto con lei e sperato, alla fine, che riuscisse a riconquistare l’amore di Darcy. Elizabeth è talmente ben caratterizzata che potrebbe vivere tranquillamente fuori dalle pagine del suo romanzo ed avere comunque un senso d’essere.

Darcy, l’orgoglioso Darcy. Tutte noi, chi più chi meno, si è innamorata di lui in un periodo particolare della propria vita. (Il mio periodo dura ormai da quindici anni!) Così incapace di rendersi piacevole all’inizio e così sorprendentemente amabile quando incontra di nuovo Elizabeth, a Pemberley. Darcy, il fratello attento e devoto, che farebbe di tutto per proteggere la sorella, sotto la sua custodia, da ogni male. Man mano che leggiamo, impariamo a conoscere mille sfaccettature di questo personaggio che non può far altro che crearsi un posticino nel nostro cuore.

Anche Jane e Bingley, con la loro dolcezza ed il loro candore riescono a farsi amare e, alla fine, ogni personaggio di questo romanzo riesce a restarci impresso per un motivo o per un altro.

Personalmente amo particolarmente un personaggio secondario che pochi notano. Si tratta di Georgiana Darcy, la timida ed insicura sorella di Mr. Darcy. Negli anni mi hanno spesso associata a Jane, la sorella maggiore di Elizabeth, ma più leggo il libro e più mi vedo simile alla piccola Georgiana.

Questo capolavoro ha, negli anni, ispirato altri scrittori che ci hanno dato altri libri ispirati più o meno velatamente ad Orgoglio e Pregiudizio. Tra i migliori ci sono sicuramente:

  • Il Diario di Bridget Jones di Helen Fielding

Tutti hanno sentito parlare di questa serie di Helen Fielding. Il primo libro è liberamente ispirato proprio ad Orgoglio e Pregiudizio.

Elizabeth è stata sostituita dalla pasticciona Bridget ma Mark ha mantenuto il cognome Darcy, della sua controparte, e Daniel Cleaver è ispirato a Wickham.

Mangia troppo, beve troppo, fuma troppo, ha una mamma troppo invadente, un uomo troppo sposato e troppo pochi “pretendenti”. È il ritratto di una single di oggi, moderna trentenne in carriera, quale risulta dal diario di un anno della sua vita, dove vengono raccontati, con humor e ironia, i problemi, le speranze, le delusioni di una donna qualunque.

  • La Trilogia di Fitzwilliam Darcy di Pamela Aidan

Questa trilogia racconta gli avvenimenti di Orgoglio e Pregiudizio ma raccontati dal punto di vista di Darcy. È interessante leggere un’ipotetica interpretazione di ciò che Darcy ha provato durante la storia raccontata dalla Austen.

“È passabile, ma non abbastanza bella per tentare un uomo par mio.” Così prende avvio la storia d’amore senza tempo tra Fitzwilliam Darcy e Elizabeth Bennet in “Orgoglio e pregiudizio”, il capolavoro di Jane Austen amato da milioni di lettori, nel quale, tuttavia, così poco si rivela del misterioso e affascinante eroe, Mr. Darcy. Tanto poco che resta aperta la domanda: chi è Fitzwilliam Darcy? Sullo sfondo dell’epoca Regency, perfettamente ricostruita nelle coloratissime atmosfere e nelle ambientazioni storiche e politiche, Pamela Aidan tenta una risposta. Rievocando gli eventi narrati nel capolavoro di Jane Austen, restando fedele agli amatissimi personaggi, dipinge uno straordinario quadro dove racconta il passato e il presente di Mr. Darcy.

In Per orgoglio o per amore, il primo episodio di una trilogia, assistiamo così all’incontro tra Darcy e Elizabeth Bennet, nell’Hertfordshire, e scopriamo che sconvolse l’esistenza del freddo e distaccato gentiluomo fin dal primo istante. Un romanzo da non perdere per tutti coloro che desiderano ritrovare i luoghi, i personaggi, i dialoghi e le emozioni già conosciuti grazie a Jane Austen, per poter sognare, ancora.

  • Il Diario di Mr. Darcy di Amanda Grange

È uno stand alone che narra anch’esso delle vicende di Orgoglio e Pregiudizio dal punto di vista di Mr. Darcy.

Fitzwilliam Darcy è l’eroe romantico che da duecento anni a questa parte continua a conquistare il cuore di milioni di lettrici in tutto il mondo. In questa coinvolgente e fedele rivisitazione di Orgoglio e pregiudizio, finalmente la storia di Darcy ed Elizabeth viene raccontata dal punto di vista di lui. Per la prima volta abbiamo accesso ai suoi pensieri e sentimenti più intimi, riversati nelle pagine del suo diario, e a tutti quei momenti e quelle situazioni a cui nell’originale si fa solo cenno. All’apparenza freddo e distaccato, Darcy in realtà ha un temperamento passionale: possiamo condividere la sua furia e la sua indignazione nello scoprire il proposito della sorella di fuggire con George Wickham, la sua buona fede nell’adoperarsi per separare l’amico Charles Bingley da Jane Bennet e il suo disgusto nel dover di nuovo aver a che fare con Wickham, che ora insidia proprio la famiglia Bennet. Ma, sopra ogni altra cosa, attraverso le parole di Darcy ripercorriamo la sua storia d’amore con Elizabeth in tutte le sue sfumature, dall’iniziale ostilità all’irresistibile attrazione, dal conflitto interiore fino all’indimenticabile lieto fine.

Il diario di Mr. Darcy è un rispettoso omaggio al capolavoro di Jane Austen, e un’occasione imperdibile per rivivere ancora una volta le emozioni e le atmosfere che ha saputo creare.

Ne ho letti molti più di questi tre ma preferisco lasciarvi questi per il momento.

Per quanto riguarda le trasposizioni televisive o cinematografiche, quelle che amo maggiormente sono sicuramente:

  • Orgoglio e Pregiudizio, film del 2005 per la regia di Joe Wright.

Molti hanno criticato questo adattamento ma io non ho potuto fare altro che innamorarmene perdutamente.

È stata la prima trasposizione che ho visto di questo romanzo, forse per questo la trovo tanto bella e provo così tanto affetto verso di essa.

Keira Knightley, Matthew Macfadyen Rosamund Pike e tutti gli altri attori hanno reso benissimo i miei tanto amati personaggi.

 

  • Orgoglio e Pregiudizio, miniserie della BBC del 1995 per la regia di Andrew Davies.

Sicuramente l’adattamento più amato dalle Janeite (le appassionate di Jane Austen). Per quanto io la ritenga il miglior adattamento a livello di trama, non riesco ad amarla come la versione del 2005.

Gli unici attori che trovo perfetti nei loro ruoli sono Colin Firth, indimenticabile Mr. Darcy, Crispin Bonham-Carter nel ruolo di Bingley e David Bamber nel ruolo di Mr. Collins. Gli altri mi irritano così tanto che purtroppo non riesco a godermi appieno la visione.

 

  • The Lizzie Bennet Diaries, web serie del 2013 ideata da Bernie Su.

Questa web serie, composta di circa 100 episodi da cinque minuti circa, è stata una vera scoperta. La guardai l’anno dopo l’uscita e la recuperai in un pomeriggio, divorandola letteralmente.

Amai alla follia questo adattamento moderno, con Lizzie, studentessa universitaria che racconta la sua storia attraverso un vlog sulla rete. Un diario pubblico in cui vediamo comparire anche gli altri personaggi e, di quelli che non ci vengono mostrati, abbiamo così tante descrizioni che riusciamo comunque ad immaginarceli.

Questa serie mi ha fatto innamorare ancora di più di Georgiana Darcy, qui soprannominata Gigi, e della sua dolcezza! Mi è piaciuta tanto che mi sono decisa dopo vent’anni a tagliare i capelli, sempre portati lunghi, per copiare il suo look!

Mi sono affezionata ad Ashley Clements, Daniel Vincent Gordh, Allison Paige, Laura Spencer e tutti gli altri attori e sono felicissima quando li “becco” in qualche altra serie tv!

  • Lost in Austen, miniserie della ITV del 2008 per la regia di Dan Zeff.

Questo ve lo consiglio perché è il sogno di ogni Janeite: Essere catapultata dentro il proprio libro preferito, a contatto coi propri personaggi preferiti. Trovo che questa serie sia esilarante e non posso fare a meno di adorarla!

Amanda è talmente un disastro, in una società così diversa dalla nostra, che non si può fare a meno di adorarla e di immedesimarsi con lei.

La chicca di questa serie è il cast. Sono tutti attori talentuosissimi e che sicuramente avrete visto in altre serie tv!

  • Death Comes to Pemberley, miniserie della BBC del 2013 per la regia di Daniel Percival.

Questa miniserie è ambientata sei anni dopo il matrimonio di Lizzie e Darcy ed è un giallo tratto dal romanzo di P.D. James.

Anche qui, il punto forte è sicuramente il cast. Sono tutti volti noti del panorama inglese che abbiamo imparato ad amare in molte altre serie.

 

 

 

 

Qui finisce il mio excursus su Orgoglio e Pregiudizio. Ora lascio a voi la parola. Avete letto questo classico? Lo avete amato?

Dei retelling e delle trasposizioni che vi ho elencato, quali avete visto? Vi sono piaciute? Ce ne sono altri che non compaiono qui e che avete amato particolarmente?

 
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