Crescent City di Sarah J. Maas

Buongiorno, Collezionisti!
È finalmente arrivato il momento di parlarvi di Crescent City, la nuova uscita di Sarah J. Maas. Chi mi segue da tempo, sa che sono una grandissima fan della serie di ACOTAR (qui potete trovare le recensioni di ACOTAR e ACOMAF). Quindi è facile intuire quanto aspettassi questa nuova uscita. 

Ringrazio, come sempre, Mondadori per avermi permesso di leggere il libro in anteprima. 

Prima di parlare di Crescent City, vi lascio la scheda del libro.

Crescent City - Copertina

La casa di terra e sangue. Crescent City

Sarah J. Maas

€ 19,90

Ventitré anni, mezza Fae e mezza umana, Bryce Quinlan ha una vita perfetta: di giorno lavora in una galleria d’arte e di notte passa da una festa all’altra, senza problemi e senza preoccupazioni.

Quando però una brutale strage scuote profondamente Crescent City, la città in cui vive, e Bryce perde una persona a lei molto cara, il suo mondo crolla in mille pezzi lasciandola disperata, ferita e molto sola. Adesso non cerca più il divertimento, ma un oblio in grado di farle dimenticare i terribili fatti che hanno cambiato la sua vita per sempre. Due anni dopo l’imputato è finalmente dietro le sbarre ma i crimini ricominciano e Bryce è decisa a fare tutto il possibile per vendicare quelle morti.

Ad affiancarla nelle indagini arriva Hunt Athalar, un famoso angelo caduto, prigioniero degli arcangeli che lui stesso aveva tentato di detronizzare. Le sue grandi capacità e la sua forza incredibile sono utilizzate all’unico scopo di eliminare i nemici del suo capo. Quando però si scatena il caos in città, Hunt riceve una proposta irrinunciabile: aiutare Bryce a trovare l’assassino e riconquistare, in cambio, la sua libertà. Quando Bryce e Hunt cominciano a scavare in profondità nel ventre di Crescent City, scoprono un potere terrificante e oscuro che minaccia tutto e tutti, e vengono travolti da una passione irrefrenabile, che potrebbe renderli entrambi liberi, se solo lo volessero.

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DISCLAIMER: Il libro e tutto il materiale mi è stato fornito col consenso della casa editrice per fini recensionistici.

Come anticipato, non vedevo l’ora di leggere questo fantasy. L’ambientazione diversa dal solito, più moderna, e la presenza di un’indagine, di un lato mistery, mi hanno incuriosita fin da subito.

Nonostante ciò, ho trovato, nel corso della lettura, degli elementi che mi hanno portato a ridurre drasticamente il mio entusiasmo. Ho scoperto, girando in rete, che questo libro o è amato o è odiato. La via di mezzo è difficilmente presa in considerazione. Io sto esattamente qui, nel mezzo.

Crescent City non è un pessimo libro ma non è nemmeno la rivelazione dell’anno.

World Building

Partiamo da principio: la storia è ambientata a Midgard. Sì, Midgard, come la terra degli uomini della mitologia norrena. Veniamo infatti a sapere che la Midgard della narrazione era abitata da umani e animali e che è stata conquistata dai diversi eserciti di creature magiche che troviamo ora in questo mondo.

Sentendo nominare Midgard, mi sarei aspettata di trovare qualche riferimento alla mitologia da cui è stato preso in prestito questo nome ma non ne è presente nemmeno uno.

Debole è anche la storia passata della civiltà che ci viene mostrata. Le creature che hanno conquistato Midgard, perché lo hanno fatto? Perché tutti questi eserciti? C’è qualcosa su Midgard che è utile alle loro civiltà? Oppure è solo una prova di potere, una dimostrazione di poter avere tutto quello che vogliono? Non ci viene detto nulla. Sappiamo solo che è stata conquistata e che convivono molte specie differenti, con precise e strette gerarchie sociali.

Viene introdotto in più punti il tema della schiavitù. Ci sono diversi modi per essere schiavi: essere degli umani, essere delle creature inferiori o essere dei traditori o dei rinnegati. Anche in questo caso, avrei preferito una maggiore attenzione su questo piano. Fossi stata la Maas, avrei speso qualche parola in più su questa tematica.

In generale, il World Building è la cosa più debole della storia. La Maas non ci dà spiegazioni su ciò che sarebbe stato bene approfondire e ci dà invece mille nozioni base su cose che vengono subito dimenticate perché buttate lì nei primi capitoli, quasi come un elenco. Questo porta il lettore a rischiare di essere confuso o di sentirsi come se l’autrice desse per scontate delle informazioni che in realtà non lo sono.

Personaggi

In compenso, i personaggi sono l’elemento meglio riuscito del romanzo. Per quanto non sia riuscita a trovare un preferito, a differenza che con la trilogia di ACOTAR, i personaggi non mi sono risultati insopportabili. (Cosa rarissima se si pensa ai miei trascorsi con i protagonisti del 90% delle mie letture!)

Bryce Quinlan

Crescent City - Bryce

Bryce è la nostra protagonista. È una mezzosangue. Metà Fae e metà umana, ha il suo corpo a presentarla per ciò che è. Capelli rosso vino e occhi ambrati da Fae e curve morbide e prosperose, tipicamente umane, la rendono attraente per molti di coloro che posano gli occhi su di lei.

All’inizio ci viene fatto credere che sia una ragazza superficiale, dedita solo alle feste e al divertimento ma proseguendo con la lettura, scopriamo il suo lato più profondo e nascosto. Sicuramente è la protagonista della Maas che più mi è piaciuta. Ho apprezzato la sua evoluzione e il suo rapporto con gli altri personaggi. In particolare il suo rapporto con Danika, la sua migliore amica.

Hunt Athalar

Crescent City - Hunt

Hunt è un angelo ed è il protagonista maschile della nostra storia. È uno schiavo che sta espiando il suo peccato di tradimento lavorando per gli Arcangeli che aveva tentato di distruggere. Quando inizia la storia, lo conosciamo come lo schiavo dell’arcangelo Micah. Porta una corona di spine tatuata sulla fronte e la scritta SPQM sul polso, segni distintivi degli schiavi.

Quando ho iniziato a leggere di Hunt, ero sicura di trovarmi davanti a un Rhysand della situazione. All’inizio me lo ricordava parecchio ma poi mi sono resa conto che aveva più similitudini con Tamlin. Questo gli ha fatto perdere sicuramente punti. Ha qualcosa che non mi convince, che mi fa pensare che nei prossimi volumi potrebbe essere sostituito da un altro personaggio maschile. (questo, in fondo, è un cliché della Maas. La protagonista non finisce mai con il protagonista della prima ship.)

Ruhn Danaan

Crescent City - Ruhn

Ruhn Danaan è sicuramente il mio personaggio preferito di questo libro. Cugino/fratello di Bryce (scoprirete leggendo cosa vuol dire), Ruhn è il principe dei Fae. È anche un Figlio delle Stelle, un Fae con particolari poteri magici che gli danno maggior prestigio fra la sua gente.

Ha un rapporto particolare con Bryce. Scopriamo infatti che inizialmente, quando la ragazza è stata introdotta alla famiglia Fae, i due avevano un rapporto amichevole ma una furiosa lite li ha fatti allontanare. Sarà l’indagine portata avanti da Bryce a costringerli a collaborare.

Ha anche lui i classici comportamenti da Maschio Alpha tipici dei personaggi della Maas ma nonostante tutto non mi è mai risultato insopportabile e anzi ho apprezzato molto le scene in cui era presente.

Personaggi secondari

Sicuramente è un ottimo punto a favore la capacità della Maas di creare dei personaggi secondari in grado di piacere ai lettori. Esempio lampante è quello di Danika, la migliore amica di Bryce, che per quanto sia poco presente nel libro, è riuscita a farmi affezionare a lei.

Molto divertente è anche il personaggio di Lehabah, che sicuramente riesce a strappare diverse risate, soprattutto quando parla di Hunt.

Stile di Scrittura

Lo stile di scrittura è quello che già conosciamo della Maas.

Dico sempre che per apprezzare la Maas devi riuscire a passare sopra al suo lato trash… Oppure amarlo. Nei precedenti libri, ero riuscita ad amare anche il lato più trash delle sue storie ma questa volta non ho potuto non storcere il naso. Ho trovato molte più incongruenze e buchi di trama del solito. Ci sono dei veri e propri errori che sembrano dati da una mancanza di editing in fase di preparazione alla pubblicazione. Ci sono frasi sconnesse, poco chiare. Insomma, un punto del mio voto lo perde solo per questo motivo. Grave, molto grave.

(Ovviamente non è colpa di Mondadori. Questo lavoro avrebbe dovuto essere fatto prima della pubblicazione in lingua.)

Altro punto a sfavore, che mette palesemente in piazza le sue pecche come scrittrice, è la lunghezza eccessiva del romanzo. Sono più di 700 pagine ma avrebbero potuto benissimo essere solo 350/400 pagine. Ci sono molti capitoli che non hanno alcuno scopo nella trama principale e sono lì solo per allungare il brodo. Questo sicuramente porta il lettore a riflettere sulle scelte dell’autrice. Perché non scrivere qualche capitolo utile al world building piuttosto di infarcire l’intero romanzo di capitoli che ne spezzano il ritmo narrativo?

Considerazioni finali

Il romanzo non è totalmente da buttare. Ci sono comunque delle cose positive, che possono portare il lettore ad apprezzare la storia.

Forse il mio più grande problema con la storia è che non è stata in grado di farmi appassionare davvero. Non mi sono mai sentita trasportata all’interno della narrazione. Mi aspettavo lo stesso trasporto provato con ACOTAR, un colpo di fulmine per almeno uno dei protagonisti, ma purtroppo così non è stato.

Lo consiglio allo zoccolo duro dei fan della Maas e a chi non ha problemi a dover passare fra molti capitoli “filler” che interrompono la narrazione principale in favore di tanti momenti meno importanti a livello di trama.

Un buon romanzo, annacquato, che non arriva come i precedenti dell’autrice. 

VOTO: 3,5/5

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Prima di lasciarci, vi invito ad andare a recuperare le recensioni dei miei colleghi! Trovate qui sotto il calendario completo per Crescent City.

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