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Review Party – I Destinatari di Elisa Piccinelli

DISCLAIMER: Tutto il materiale contenuto in questo post mi è stato fornito dall’autrice per fini pubblicitari.

Buongiorno, Collezionisti!
Eccoci con la seconda parte dell’evento dedicato a I Destinatari di Elisa Piccinelli. (Qui potete trovare la prima parte dedicata al Blog Tour.) Oggi vi porto la recensione del libro ma prima diamo di nuovo un’occhiata alla scheda del libro:

 

I Destinatari

Elisa Piccinelli

In uscita il: 29/06/2018

€ 10,99

L’incredibile avventura di Emily comincia alla sua morte quando, catapultata in un mondo del quale ignorava l’esistenza, viene messa davanti a tre possibilità:Reincarnarsi, rimanere Anima Semplice o diventare Destinatario.Scelta la terza opzione, Emily si trova fra le mani la vita di un essere umano da monitorare, il suo Protetto Alexander. Una volta scoperto che anche un sistema apparentemente perfetto può avere le sue falle, Emily imparerà ad affrontare le prove che la sua nuova esistenza le presenterà, tra mille difficoltà, nuove amicizie, cambiamenti drastici e un amore impossibile.

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Review Party – I Destinatari di Elisa Piccinelli

È sempre difficile mettere insieme una recensione di un libro che non ha convinto al 100%. Non si vuole dare un dispiacere all’autrice ma non si vuole nemmeno indorare la pillola facendo passare ai lettori qualcosa che non c’è. Con I Destinatari di Elisa Piccinelli, mi è capitato proprio questo.

Per quanto gli abbia dato una valutazione sufficiente, questo romanzo presenta una serie di problemi che voglio riportare qui, sperando che la recensione sia vista non come qualcosa di negativo ma più come un consiglio a migliorarsi.

Partiamo però dalle cose positive. Sicuramente l’idea che ha dato il via alla storia merita una nota di merito. L’ho trovata originale ed anche tutto il mondo che ci viene presentato è sicuramente interessante. La gerarchia del mondo dopo la morte è molto ben schematizzata e chiara. Si nota che l’autrice si sia impegnata a creare qualcosa di diverso e a pensare con attenzione a ciò che voleva rappresentare nelle pagine del suo romanzo.

Ho apprezzato molto anche l’ambientazione retrò. Gli anni ’80 sono un ottimo sfondo per la storia che ci viene raccontata. La nostalgica amante del decennio in cui sono nata, è stata felicissima di questa scelta. Ecco quindi che la commistione fra elementi più o meno moderni rende la storia ancora più interessante. Non esistono smartphone e internet ma i destinatari hanno a loro disposizione oggetti che ricordano molto i nostri smartwatch, tablet e anche alcuni oggetti ancora più futuristici. Alcuni mi piacerebbe averli in casa mia.

Anche lo stile di scrittura dell’autrice è piacevole. Non ho trovato particolari errori grammaticali o sintattici. È piacevole da leggere e scorre abbastanza bene anche nei momenti più lenti della narrazione.

MA purtroppo ci sono diversi MA…

Il primo in assoluto sono i personaggi. Li ho trovati tutti troppo irrealistici. Forse perché il solo personaggio davvero caratterizzato è quello di Emily, la protagonista. Gli altri destinatari sono tenuti in piedi solo da alcune caratteristiche che però non bastano a dare una rappresentazione convincente. Alexander, il Protetto di Emily, e la sorella Diana sono dei personaggi che danno poco alla storia nonostante siano, all’interno della narrazione, fra i più importanti. Miranda, altro personaggio presente nella storia, rappresenta il cliché della Femme Fatale pronta a tutto pur di avere il controllo sulla sua conquista. Trovo che sarebbero bastati pochi accorgimenti per rendere i personaggi più apprezzabili al lettore. Così, secondo me, sono solo una possibilità mancata.

Parliamo di Emily, la protagonista. Questo personaggio ha un grosso problema di fondo. È un personaggio estremamente invadente nella narrazione. Spesso ci ritroviamo a leggere i suoi pensieri, come è giusto che sia in un libro in cui si vuole mostrare anche il lato interiore del protagonista, ma il più delle volte li ho trovati poco pertinenti al momento o non necessari. Con meno interventi di questo tipo, sicuramente avrei apprezzato di più questo personaggio. Purtroppo non sono riuscita in nessun modo ad empatizzare con lei e questo sicuramente ha rovinato un poco la lettura del libro.

Altro grosso problema che ho riscontrato nella rappresentazione dei personaggi è l’Instalove. Di cosa si tratta? Dell’amore istantaneo. Posso capirlo dal punto di vista di Emily, che conosce tutto di Alexander grazie alla sua posizione di Destinatario, ma da parte del ragazzo trovo sia una scelta quanto meno azzardata. Credo che ormai il concetto di Instalove sia sorpassato e si possa provare a creare delle storie d’amore che non si basino solo sull’amore a prima vista, al legame indissolubile fra due persone, creato dal destino. Trovo sia una rappresentazione fin troppo semplicistica dell’amore e di tutte le sue sfaccettature.

Il capitolo 10 di questo romanzo è forse il tasto più dolente. Non posso parlarne liberamente perché farei spoiler ma posso dire che tutto quello che succede in quel capitolo sarebbe da dimenticare o per lo meno da riscrivere in buona parte. Credo che in quel punto si sia toccato il punto più basso della narrazione con momenti che davvero facevano dire WTF? al lettore ma non in senso positivo. Trovo che abbia di molto abbassato la qualità della storia che, fino a quel momento, nonostante le varie problematiche, si assestava su un voto più che sufficiente.

Altro problema l’ho trovato nei dialoghi. Per prima cosa, molti li ho trovati irrealistici, vedi capitolo 10, che è stato il massimo esempio di questo problema, ma anche altri risultano tirati, poco credibili, piatti. Non fraintendetemi, alcuni sono anche ben strutturati ma purtroppo rimangono impressi quelli meno riusciti.

Altro problema, sicuramente più grave, sono i dialoghi in lingua. Durante il romanzo, ci sono interi dialoghi scritti totalmente in inglese. Per me non sono stati un grosso problema, li ho capiti abbastanza tranquillamente anche senza leggere la traduzione riportata a piè di pagina, ma chi si approccia al libro e nota che ci sono intere righe in una lingua straniera, potrebbe pensarci due volte prima di intraprendere questa lettura. Secondo me crea un ostacolo non da poco alla lettura dei più. Un lettore forte non si fa intimidire ma un ragazzo delle superiori o delle medie, che magari legge poco ma è interessato dalla trama, continuerebbe la lettura trovando questi elementi? Chissà…

Ultimo punto a sfavore è dedicato alle scelte narrative. Spesso, faticavo a capire cosa stesse succedendo. Alcune cose sono state date quasi per scontate, portando il lettore a chiedersi come alcuni degli avvenimenti fossero possibili con le premesse che però erano state presentate. In altri casi, invece, la storia rallentava troppo, trovandosi a leggere delle descrizioni fin troppo lunghe che avrebbero potuto essere spezzettate in momenti diversi per rendere tutto molto più scorrevole.

In generale, il libro non mi è dispiaciuto. Non è il migliore dell’anno ma nemmeno il peggiore. La sua sufficienza se la porta a casa tranquillamente ma sicuramente si sarebbe dovuto aggiustare il tiro su alcune cose per rendere l’esperienza di lettura più piacevole e convincente.

Lo considero un buon primo libro per un’autrice emergente e lo consiglio a chi è meno puntiglioso di me e a chi apprezza i fantasy diversi dal solito. Una seconda possibilità al prossimo della serie gliela darò sicuramente.

 

Interessante nonostante i suoi problemi.

VOTO: 3/5

Review Party – I Destinatari di Elisa Piccinelli

Ecco il calendario con i nomi degli altri partecipanti a questo Review Party! Mi raccomando, andate a leggere anche le loro recensioni.

Review Party – I Destinatari di Elisa Piccinelli

 

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