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Little Women BBC – Recensione a caldo

Come preannunciato nel mio post di auguri di buon anno, ecco la famosa recensione!

È sempre difficile trovare le parole per scrivere la recensione di un prodotto tratto da un libro che rappresenta l’infanzia, che si ama da tutta la vita. Ecco perché ho deciso di non star troppo a badare alla forma ma semplicemente scrivere le prime impressioni, subito dopo la visione, di questo Period Drama targato BBC!

Prima di tutto qualche informazione!

Little Women BBC - Recensione a caldoLittle Women è una miniserie della BBC, in 3 episodi, andata in onda dal 26 al 28 Dicembre 2017 sul primo canale della rete. La regia è stata affidata a Vanessa Caswill mentre la sceneggiatura è di Heidi Thomas. Il Period Drama è basato sui primi due romanzi della serie di Piccole Donne di Louisa May Alcott.

Il cast dei giovani è formato prevalentemente da attori ancora poco conosciuti al grande pubblico. Willa Fitzgerald (Meg), Maya Thurman-Hawke (Jo), Annes Elwy (Beth) e Kathryn Newton (Amy) interpretano le quattro sorelle March. Con loro anche Jonah Hauer-King nel ruolo di Theodore Laurence, Julian Morris nel ruolo di Mr. Brooke e Mark Stanley in quello del Professor Bhaer. Questo giovane cast è accompagnato da tanti volti noti del cinema e della televisione inglese ed americana. Prima fra tutti Emily Watson nel ruolo di Marmee, la madre delle quattro sorelle March. Abbiamo poi Michael Gambon (Mr. Laurence), Angela Lansbury (Zia March) e Dylan Baker (Mr. March).

 

Detto questo, voglio chiarire che cercherò di non fare troppi confronti con la versione cinematografica del 1994 con Winona Ryder. Mi scuso in anticipo se invece questo confronto verrà fuori comunque!

CAST:

Little Women - Sorelle March

Partiamo subito da uno dei punti dolenti di questo adattamento. Per quanto io abbia apprezzato moltissimo gli attori più famosi per i ruoli secondari, non ho amato per nulla la scelta delle protagoniste o per lo meno di alcune di esse.

Willa Fitzgerald, nel ruolo di Meg, l’ho trovata adatta. Forse la migliore fra le quattro. Graziosa, fine, elegante, rappresenta perfettamente la Meg dell’immaginario. All’inizio ho faticato un po’ a memorizzare il suo viso ed a collegarlo al personaggio ma credo sia dovuto ad un problema di sceneggiatura che spiegherò più avanti.

Maya Thurman-Hawke nella parte di Jo all’inizio non mi convinceva per nulla. Non riuscivo a vedere la Jo ribelle, spigliata e tanto amata dalla sottoscritta nel libro. Qui, purtroppo, il confronto con la Jo di Winona Ryder è stato impossibile da evitare e quest’ultima vince davvero a mani basse. Mentre la prima ci ha messo quasi un episodio e mezzo a convincermi, la seconda ha avuto bisogno di cinque minuti per farlo. Con questo non dico che Maya Thurman-Hawke non sia una brava attrice, nel corso del Period Drama ha dimostrato le sue capacità, ma forse è ancora troppo acerba e sicuramente anche qui la sceneggiatura non ha aiutato.

Little Women - Sorelle MarchLe due sorelle March più giovani rappresentano la nota più dolente riguardante il cast.

Annes Elwy per circa tutto lo sceneggiato mi è risultata invisibile. Faticavo a riconoscerla, a notarla. Capisco che il personaggio di Beth non sia per nulla facile da far risaltare in mezzo alle personalità molto più forti delle sorelle ma in questo caso faticavo perfino a ricordarmi della sua esistenza. Mi sono comunque ricreduta nel terzo episodio dello sceneggiato, il momento in cui Beth, con la sua malattia, diventa protagonista dei pensieri di Jo ed anche di diverse scene toccanti e strappalacrime. In queste ammetto che l’attrice mi è piaciuta molto ma rimane il giudizio non proprio favorevole per tutto ciò che viene prima.

Kathryn Newton, è stata LA nota dolente, quella che proprio non mi è passata per tutta la visione. Vedere una giovane donna come l’attrice comportarsi da dodicenne, provare i sentimenti di una ragazzina di quell’età, è stato davvero fastidioso. Ho dovuto passare tutto il tempo a ripetermi che Amy ha solo 12 anni e che può essere che una ragazza di quell’età possa bruciare il manoscritto della sorella ma l’effetto di vederlo fare da una ragazza molto più grande è comunque orribile.
Soprattutto se pensiamo che molti si sono affacciati a questa storia proprio guardando questo sceneggiato. Non ho fatto altro che odiarla, dall’inizio alla fine. Sicuramente questo è l’unico lato riuscito di questa scelta. Amy è la sorella da odiare, quella che fa sempre la scelta più sbagliata e più superficiale, quella che non rispetta le regole non per spirito ribelle, come fa Jo, ma per semplice autoindulgenza. Viziata, superficiale, vanitosa oltre ogni soglia di sopportazione.

Per quanto riguarda il casting in generale, la cosa che sicuramente mi ha disturbato più di tutto è stata la scelta di prendere attrici già ventenni per interpretare le due più giovani sorelle March. Mentre per Meg e Jo la scelta è accettabile, per le due sorelline di casa March, che nel libro hanno 12 e 13 anni, risulta una scelta assolutamente perdente. Certo, in questo modo si è evitato il doppio casting ma allo stesso tempo si è perso il senso dello scorrere del tempo, della crescita, e tutto è risultato molto più piatto.

Veniamo a Jonah Hauer-King. Il suo Laurie non mi è dispiaciuto. Ho letto diverse recensioni in cui veniva criticato fortemente ma in realtà credo abbia fatto un lavoro molto buono. Fisicamente è piuttosto calzante e la sua parte l’ha recitata dignitosamente. Forse la cosa che più salta agli occhi è il suo essere troppo una spalla di Jo. Mentre nel libro, e nel film, Laurie ha un suo “micromondo” dentro di sé, in questa serie ci risulta piuttosto piatto, troppo legato alle azioni ed alle parole della seconda delle sorelle March. Diciamo che l’attore ha fatto quello che ha potuto con il copione che gli è stato dato ma non è riuscito a venir fuori come avrebbe dovuto.

SCENEGGIATURA:

Altra nota dolentissima di questo adattamento. Ci sono così tante cose che non mi hanno convinto che non so quasi da dove partire.

Inizio col parlare della presenza quasi nulla di un’analisi psicologica dei personaggi. Mentre, mi spiace! torno a citare il film del ’94, nella versione cinematografica ci vengono presentati dei momenti intimi delle sorelle March, in cui scrivono il loro giornalino del Circolo Pickwick, in cui mettono in scena le rappresentazioni teatrali in soffitta, nella versione televisiva non ci viene mostrato nulla di tutto questo. Secondo me è una grave perdita perché proprio in questi momenti vengono mostrati i caratteri delle singole sorelle, le loro peculiarità, i loro sogni e le loro insicurezze. Sono i momenti in cui impariamo ad amare una o l’altra sorella, in cui impariamo a riconoscerle e a immedesimarci in loro. Qui invece, a parte qualche accenno su Jo, non abbiamo nulla del genere.

Little Women BBC

Nella serie tv abbiamo queste scene molto “Aesthetic”, molto alla Instagram, con filtri chiari, riprese di particolari dei capelli e degli abiti delle protagoniste, porzioni di viso ma che al fine della trama non aggiungono alcunché. Fra queste sicuramente la scena d’apertura, di cui subito dopo si capisce il senso ma che all’inizio mi ha creato anche abbastanza fastidio. Bella la stessa tecnica usata sui paesaggi ma avrei “sprecato” meno tempo su di essi in favore della trama.

Le scene in soffitta, il “rifugio” delle sorelle March, in cui possono essere loro stesse e che poi aprono anche a Laurie, diventa lo studio di Jo, semplicemente il luogo in cui lei scrive e dove Laurie, saltuariamente va a tenerle compagnia.

Manca anche la cassetta fra i due giardini, quello dei March e quello dei Laurence, usato dai ragazzi per scambiarsi messaggi e piccoli regali. Sembra una cosa da poco ma aiuta tantissimo a delineare l’amicizia fra le sorelle ed il loro vicino. Nella serie si conoscono per caso e poi subito amici per la pelle. Pochissimi accenni iniziali alla curiosità delle ragazze per il nuovo arrivato, cosa che invece avrebbe dovuto esserci in modo maggiore. Qui torna l’importanza della soffitta. Laurie diventa parte del gruppo quando viene accettato in soffitta cosa che qui si perde totalmente.

Mancano pezzi delle dinamiche fra i vari personaggi. Non capiamo perché Mr. Laurence invita Beth a suonare a casa sua, non capiamo perché gli sia affezionato e soprattutto questo profondo affetto non traspare quasi mai. Giusto in un paio di momenti, che per ovvi motivi stonano con la linea presa durante tutto il resto dello sceneggiato.

La storia fra Mr. Brooke e Meg ha sortito quasi lo stesso effetto. Non si capisce quasi nulla di ciò che sta nascendo finché non salta fuori la storia del guanto di Meg. Mentre nel già citato film del ’94, abbiamo delle avvisaglie di quel che sta per nascere, qui è tutto affrontato superficialmente e portato a compimento troppo frettolosamente.

Little Women

Lo scorrere del tempo è un altro punto a sfavore dell’intero sceneggiato. Come già detto, la scelta di un cast già adulto per il ruolo delle sorelle March, ha appiattito terribilmente la sensazione dello scorrere del tempo. Sono passati anni ma sembrano a malapena mesi. Se non conoscessi la storia, penserei che tutto è compresso in massimo due o tre anni, nonostante la scena finale con i figli delle protagoniste. La scelta finale di ingrigire leggermente i capelli delle protagoniste l’ho trovata pessima. L’effetto sembrava lo stesso di quando ad Halloween mi vesto da strega e mi coloro qualche ciocca di bianco per sembrare più “In Character”. Questo perché a trucco non si vede un vero invecchiamento e ce ne vuole parecchio di trucco per invecchiare delle ragazze ventenni. Idem per Laurie. Il cambio di pettinatura non è servito a farlo sembrare più adulto. Sembrava solamente strano, diverso dal solito, ma nulla di più.

EMOZIONE:

Unico lato positivo di questo adattamento, ed unica cosa che lo salva dal baratro, è proprio l’insieme di emozioni che riesce comunque a far provare, anche al lettore appassionato ed all’estimatore della versione cinematografica.

Ci si commuove, si ride e si piange fino a singhiozzare. Un po’ è sicuramente l’effetto nostalgia, l’affetto che si prova per la storia, ma sicuramente c’è anche il lavoro degli attori che nella seconda parte sono sicuramente più nelle corde dei loro personaggi e riescono a regalare qualche prova attoriale più che soddisfacente. Menzione d’onore per la scena fra Jo e Beth sulla spiaggia. Maya Thurman-Hawke e Annes Elwy qui dimostrano di essere capaci e convincenti. Bella anche la scena in cui Angela Lansbury, Zia March, si presenta al matrimonio di Meg e le dona la collana di perle.

Emozionanti sono anche tutte le scene in cui Marmee March parla con Jo. Sono sempre toccanti e più di tutte lo sfogo finale con Jo, quando parla di Beth.

Per quanto riguarda il lato emotivo, nonostante tutto, posso dire che questo sceneggiato si porta a casa un grandissimo SÌ!

COMMENTO FINALE:

Lo trovo un prodotto adatto a chi si vuole avvicinare a questa storia da profano, senza saperne nulla, ma con la tassativa intenzione di voler approfondire leggendo il libro. Senza, si avrebbe una visione distorta della storia, decisamente meno coinvolgente e completa. Se invece volete solamente recuperare una versione audiovisiva di Piccole Donne, senza leggere i romanzi, che so essere piuttosto lunghi, piuttosto guardate il già citato film del 1994.

Non credevo sarebbe successo ma quest’anno la BBC mi ha delusa più di una volta. Speriamo che questo 2018 porti fortuna anche a loro con le produzioni e che mi tiri fuori delle cose fatte come si deve.

 

VOTO:2/5

 

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