La città di ottone di S.A. Chakraborty

Ben ritrovati, Collezionisti!
Torna una nuova recensione, sempre per Mondadori, per La città di ottone di S.A. Chakraborty. Ringrazio questa casa editrice per avermi permesso di leggere in anteprima questo romanzo, in uscita il 16 Giugno, e anche tutti gli altri delle varie recensioni di questo periodo! Siete diventati la mia droga più grande in questo 2020!

Prima di cominciare, come sempre, ecco la scheda del libro.

La città di ottone - Copertina

La città di ottone

S.A. Chakraborty

€ 22,00

Egitto, XVIII secolo.

Nahri non ha mai creduto davvero nella magia, anche se millanta poteri straordinari, legge il destino scritto nelle mani, sostiene di essere un’abile guaritrice e di saper condurre l’antico rito della zar. Ma è solo una piccola truffatrice di talento: i suoi sono tutti giochetti per spillare soldi ai nobili ottomani, un modo come un altro per sbarcare il lunario in attesa di tempi migliori.

Quando però la sua strada si incrocia accidentalmente con quella di Dara, un misterioso jinn guerriero, la ragazza deve rivedere le sue convinzioni. Costretta a fuggire dal Cairo, insieme a Dara attraversa sabbie calde e spazzate dal vento che pullulano di creature di fuoco, fiumi in cui dormono i mitici marid, rovine di città un tempo maestose e montagne popolate di uccelli rapaci che non sono ciò che sembrano. Oltre tutto ciò si trova Daevabad, la leggendaria città di ottone.

Nahri non lo sa ancora, ma il suo destino è indissolubilmente legato a quello di Daevabad, una città in cui, all’interno di mura metalliche intrise di incantesimi, il sangue può essere pericoloso come la più potente magia. Dietro le Porte delle sei tribù di jinn, vecchi risentimenti ribollono in profondità e attendono solo di poter emergere. L’arrivo di Nahri in questo mondo rischia di scatenare una guerra che era stata tenuta a freno per molti secoli.

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DISCLAIMER: Il libro e tutto il materiale mi è stato fornito col consenso della casa editrice per fini recensionistici.

Mondadori in questo 2020 non si sta risparmiando e sta portando in Italia moltissime uscite che noi lettori abbiamo aspettato con grande trepidazione. Una di queste uscite è proprio La città di ottone di S.A. Chakraborty, un fantasy con un’ambientazione orientale, capace di far provare istantanea fascinazione, e personaggi intriganti che non possono passare inosservati.

Quando mesi fa ho scovato la trama di questo romanzo, mi sono ripromessa che lo avrei assolutamente letto. Ho scoperto negli anni che apprezzo molto queste letture capaci di farmi scoprire zone del mondo meno esplorate nella letteratura mainstream.

Le aspettative, sia per via dell’ambientazione che per via delle informazioni trapelate dopo l’uscita in lingua, erano altissime e devo dire che non sono state assolutamente disilluse.

Dopo diversi romanzi che hanno faticato a ingranare, finalmente ne ho trovato uno che fin dal primo capitolo riesce a trasportarti fra le sue pagine. Seguiamo Nahri, la nostra protagonista, fra le strade del Cairo, dove lavora come guaritrice e come maga. Non crede nella magia nonostante lei stessa possegga delle capacità in grado di curare sé stessa e gli altri più velocemente del normale.

Nahri ha come lingua madre una lingua che non ha mai sentito parlare a nessun altro, una lingua che per tutta la vita cercherà di captare nel crogiolo di civiltà che si riuniscono nella sua città. È qui che, durante un rito magico di guarigione, Nahri intonerà un canto nella sua lingua natale, scatenando però un potere magico che la metterà in pericolo e la farà incontrare con Dara. Dara è un jinn guerriero intenzionato a portarla fino a Daevabad, la città a cui Nahri appartiene per diritto di nascita…

In La città di ottone, oltre a Nahri, abbiamo altri due personaggi principali: Dara e Ali.

Dara è un jinn guerriero che viene evocato da Nahri quando lei intona un canto nella sua lingua natia. Ha l’aspetto di un giovane uomo, nonostante abbia molti più anni di quanto ne dimostra, ed è molto misterioso. Non ama parlare di sé e spesso Nahri dovrà ricorrere a dei ricatti per poter avere delle informazioni importanti che l’aiutino a capire cosa sta succedendo.

Trovo che Dara sia il personaggio che più di tutti mi è piaciuto all’interno di questo romanzo. Scontroso e scostante all’inizio, migliora notevolmente con il proseguire della storia. Scopriamo sprazzi del suo passato che non possono far altro che farci apprezzare ancora di più questo personaggio. Fin dalle prime pagine mi aveva affascinato ma pian piano mi ha conquistato completamente.

Ali è Alizayd al Qahtani, principe di Daevabad, appena tornato a corte dopo anni ad addestrarsi nella Cittadella. È un personaggio molto sfaccettato, che bisogna assolutamente seguire con attenzione per comprendere appieno. Non è un daeva come gli altri, ha sicuramente un’ideologia che lo rende diverso dai suoi simili e questo sicuramente gli conferisce un bel po’ di punti fascino.

Ambientazione

Un grande punto a favore di questo romanzo è sicuramente l’ambientazione. Si parte dall’Egitto e si viaggia pian piano verso est, fino a raggiungere Daevabad. Durante il viaggio di Nahri e Dara, che copre all’incirca la prima metà del romanzo, le ambientazioni sono quelle del medio oriente, delle infinite distese sabbiose dei deserti. Un posto perfetto per i jinn, quasi tutti incapaci di apprezzare l’acqua.

Non sono mai stata nei luoghi descritti dall’autrice ma lei riesce comunque a farmi sentire come se fossi lì, come se fossi sempre vissuta al Cairo con Nahri, avessi viaggiato al fianco di Dara e fossi a Daevabad, nella città di ottone, con Ali.

Le descrizioni non sono mai esagerate e noiose. Con poche frasi riesce a tratteggiare perfettamente i luoghi protagonisti della storia.

Stile di Scrittura

L’autrice riesce fin dalle prime pagine a intrigare il lettore con il suo stile di scrittura. Non ci sono momenti di stallo, di noia. La storia ci viene presentata con un ritmo serrato che riesce a tenere incollati alle pagine. Sono più di 500 pagine di libro ma la velocità con cui si leggono mi ha lasciato davvero sorpresa. Quanto inizi, non riesci più a staccarti e, senza rendertene conto, ti ritrovi ad aver divorato più di metà libro in poche ore (come è successo a me!).

Sicuramente questo è dovuto allo stile accattivante e leggero dell’autrice. Non si perde mai in dettagli inutili. È la sua storia, sono i suoi personaggi che ci fanno vivere l’avventura senza bisogno di spiegazioni inutili. Ci sono ovviamente delle spiegazioni ma non sono mai a scapito del proseguimento della trama. Sono inserite nel momento giusto e non pesano assolutamente durante la lettura.

Per concludere, posso dire sicuramente che è un ottimo primo libro per questa trilogia che non vedo l’ora di poter leggere nella sua interezza. Aspetto con ansia il secondo volume per capire come la storia continuerà! È sicuramente consigliatissimo per chi ama i fantasy, per chi ama ambientazioni più esotiche e per chi non può fare a meno della magia.

Un perfetto primo capitolo di questa trilogia. Tenete d’occhio Dara. Ve ne innamorerete!

VOTO: 4,5/5

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Prima di lasciarci, vi ricordo che l’evento comprende un Blog Tour e un Review Tour conclusivo. Qui sotto trovate tutte le tappe e le date dell’evento.

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